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Dopo i fatti di Lissa e la pace del 1866, il Veneto redento diventa nuova terra italiana, si trova con nuove frontiere militarmente poco vantaggiose. Appare evidente che l’andamento del confine in corrispondenza delle montagne vicentine determina un cuneo, il cui vertice puntato contro la pianura, fornisce la direttrice ideale per una possibile offensiva degli Asburgici nel cuore della pianura italiana. L'opera Forte Monte Maso fu costruita tra il 1883 e il 1887 a quota 790 mt. poco sopra l'abitato di S.Antonio del Pasubio in posizione strategica a difesa del valico di Pian delle Fugazze, confine di stato tra Regno d'Italia e Impero Austro-Ungarico. Disponeva della fortificazione per blocco stradale denominata Tagliata Bariola sulla strada regia Schio-Rovereto e dello spianamento artificiale del monte Castelliero (artiglierie occasionali all'aperto),  l'insieme formava il blocco armato ad una eventuale penetrazione,  in territorio italiano, da parte di armate austro-ungariche.
Il forte aveva il compito specifico di battere con le proprie artiglierie i tratti di strada a monte e a valle dello sbarramento. Si avvaleva, nella dotazione iniziale prevista, di sei cannoni da 149 mm G in altrettante casamatte corazzate in ghisa indurita tipo GRUSON affiancate rivolte verso l'alta Val Leogra (principalmente Ponte Verde) e quattro obici da 149 mm G in cannoniera in pietra rivolti in direzione opposta, verso le strade laterali della Val Leogra.



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